Acqua pubblica e ipocrisia piddina

emendamentoDurante il consiglio comunale del 19 maggio è capitato qualcosa di paradossale. La maggioranza si è votata un ordine del giorno nel quale si impegna a inserire nello statuto comunale “il diritto di ogni cittadino al cibo sano” e di “sostenere il Governo e il Parlamento affinché inseriscano nella nostra Costituzione il diritto di ogni cittadino al cibo sano”, ma ha bocciato il nostro emendamento che chiedeva che venisse riconosciuta l’acqua come un bene comune, come stabilito col referendum del giugno 2011 da ben 27 milioni di italiani e come bellamente ignorato dai 4 governi finora succedutisi.

 

In pratica, il partito che ha sponsorizzato un’esposizione nata col nobile ideale di “nutrire il mondo” che poi si è trasformata immediatamente in un tangentifico e successivamente nella fiera delle più grandi multinazionali che hanno introdotto in massa il cibo spazzatura nel nostro paese, vuole rifarsi una verginità con un’iniziativa inutile quanto ipocrita.

 

Insomma, dai nostri banchi abbiamo assistito all’ennesima riprova che la forza politica che governa la nostra città e la nostra nazione non opera in nome del popolo italiano, ma bensì, irridente e finora impunita, quasi sempre e quasi solo alla sua faccia.

 

Come ormai tanta parte del mondo della scuola e del lavoro hanno ben capito, e come in questi giorni anche molti pensionati hanno inteso, è nostro interesse ricordarcelo bene fino alle prossime elezioni.

Movimento 5 Stelle Imola

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