BANDO NIDI, IL PESO DELL’ASSENZA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 

Sembra un incubo ma non no lo è. Il paradosso va ben oltre la disavventura che ha accomunato i 1.140 candidati, arrivati in città da tutta Italia, per partecipare nella giornata di ieri alla prima prova del bando per l’assunzione di 7 educatori per i nidi d’infanzia del Comune di Imola.

Da quando il segretario del PD ha elogiato il sindaco di Imola, diventato renziano dopo la debacle dell’ormai fuoriuscito Bersani, per l’amministrazione comunale imolese ogni bando pubblicato nasconde anomalie in termini di trasparenza o possibili danni per la comunità.

Per chi si autoproclama come l’unica forza politica in grado di ben amministrare, questo è l’ennesimo esempio della sottovalutazione delle problematiche che da piccole si trasformano in grandi al cospetto di un bando di portata nazionale con ben 1.140  candidati.

Chi amministra deve prendersi le proprie responsabilità, in primis l’assessore con delega alla scuola, assente per tutto l’arco della prova. Cosa doveva fare di così importante? Un passaggio a vuoto dalla cassa di risonanza enorme visto che stiamo parlando di uno dei momenti basilari per la scelta dei futuri insegnanti a libro paga del Comune di Imola.

Un danno palese per tutti i candidati, l’ennesima porzione di fiducia dei cittadini barattata dalle istituzioni.

Se l’amministrazione comunale avesse messo in campo lo stesso impegno per far partire il progetto di ampliamento della discarica, tutti questi problemi non sarebbero sorti.

Per questa amministrazione esistono priorità di serie A e di serie C, ieri al Pala Ruggi per il PD ed i suoi dirimpettai la priorità era di serie Z con conseguente danno di immagine per la città di Imola ed eco di risonanza a valenza nazionale.

Movimento 5 Stelle Imola

 

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