Bonaccini segretario (potenziale) di due partiti.

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Venerdì sera abbiamo ascoltato a Imola il presidente della nostra regione Stefano Bonaccini pubblicizzare ancora una volta le fantastiche virtù dei prestiti erogati dal MES, a suo dire miracolosi per la nostra sanità regionale, e il giorno prima lo abbiamo visto sulla stampa scagliarsi appassionatamente contro il reddito di cittadinanza, a suo dire completamente inutile.

Sul MES ricordiamo che alle attuali condizioni, certificate perfino da Banca d’Italia, un suo prestito risulterebbe più costoso del ricorso ai normali titoli di Stato, cosa che dati alla mano smonta senza possibilità di smentita il mito della sua pretesa convenienza.

Inoltre le condizioni alle quali questi soldi verrebbero prestati sono ancora identiche a quelle che hanno permesso la svendita a prezzo di saldo della Grecia, destino desiderabile solo dai cravattari e forse dai masochisti. Da allora infatti il regolamento istitutivo del MES, il regolamento 472/2013 detto Two Pack e il terzo comma dell’articolo 136 del TFUE, che insieme regolano gli aiuti economici agli stati dell’€urozona, sono rimasti identici, vale a dire non è stato formalmente modificato nulla che giustifichi chi come Gualtieri, Gentiloni e a loro traino il nostro presidente di regione, continua a ripetere che la “rigorosa condizionalità” non esiste più.

Su questo aspetto poi ci piace ricordare che proprio pochi giorni fa è stata pubblicata una lettera aperta di 35 economisti che domandavano al ministro dell’economia e al commissario agli affari economici piddini se per caso fossero a conoscenza di atti formali segreti che giustificassero le loro affermazioni, senza i quali le loro prese di posizione sarebbero da classificare letteralmente come menzogne.

Quindi, in attesa che qualche mago piddino riesca ad estrarre il classico coniglio dal cilindro, benissimo fa il M5S a rimanere assolutamente contrario ad indebitarsi con un’istituzione che ha molti tratti comuni a quelli di uno strozzino.

Sul reddito di cittadinanza invece riteniamo che per il presidente Bonaccini il vero problema sia che sta funzionando troppo bene e che è stato voluto dal Movimento 5 Stelle.

Infatti in 6 mesi il reddito di cittadinanza ha raggiunto lo stesso livello di bisognosi che in Germania è stato raggiunto dopo 10 anni (il 50%), per non parlare che rispetto alla misura introdotta a suo tempo dal PD, chiamata REI, il reddito di cittadinanza ha un valore medio doppio (600 contro 300 €uro mensili) ed è stata erogata a un numero di persone addirittura quattro volte superiore (unmilioneduecentomila contro trecentomila).

Tradotto, con due posizioni del genere il presidente Bonaccini ha apertamente dichiarato di volersi smarcare dalla linea dell’attuale segretario di partito Zingaretti, a suo dire troppo subalterna ai pentastellati, candidandosi di fatto alla guida del PD.

Ci sarebbe piaciuto che queste posizioni fossero state espresse con lo stesso vigore e con gli stessi toni quando a inizio anno doveva convincere gli elettori del M5S in Emilia Romagna a votarlo, ma dalla sua vittoria in poi Bonaccini pare essersi convinto non di essere risultato semplicemente migliore della Borgonzoni, ma infallibile come il Papa o quasi, e rispettosamente ci permettiamo di ricordargli che forse non è la stessa cosa.

In conclusione se potessimo dare un consiglio, gli suggeriremmo non di fare un bagno di umiltà, ma una doccia leggera sì, anche perché, nel caso gli dovesse andar male la scalata al PD, con le idee che propone sul MES e sul reddito di cittadinanza potrebbe essere un ottimo successore di Berlusconi alla guida di Forza Italia, e da quelle parti al look ci tengono molto.

M5S Imola


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