COMUNICATO STAMPA

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La storia la conosciamo: dallo scorso ottobre un braccio di ferro per la nomina dei componenti del CdA del Con Ami, conclusosi il 17 gennaio di quest’anno con la nomina di Stefania Forte e Giulio Cristofori, che insieme a Stefano Cassani potevano incominciare a lavorare dopo mesi di impasse.

Secondo le opposizioni queste nomine costituivano un atto illegittimo, tutti concordi nel paventare possibili e gravi danni erariali una volta che il tribunale lo avesse riconosciuto tale. E invece la prima sentenza del TAR, sulla richiesta di sospendere la validità della nomina del CdA, ha stabilito che la richiesta non avesse presupposti validi e che inoltre la nomina non abbia prodotto danni gravi e irreparabili, come il PD sosteneva.

I Sindaci del PD si vedono ora costretti a cominciare a pagare di tasca propria per la loro denuncia. La sentenza definitiva arriverà forse solo quando un nuovo CdA sarà già stato nominato, visto che l’attuale scadrà tra breve. Nel frattempo ha però svolto la sua funzione, non certo contro gli interessi dei cittadini di nessun Comune del Consorzio.

Chiediamo allora al segretario del PD imolese: “dove sta l’arroganza e l’inadeguatezza del potere” che lui ha ascritto alla Sindaca Sangiorgi?

Alla ex candidata sindaco Cappello chiediamo: “si è convinta di aver detto cosa non vera sostenendo per mesi che il consigliere Cassani era decaduto in seguito a una comunicazione della Sindaca?” Speriamo, che da avvocato, almeno riconosca l’autorevolezza degli organi giudiziari che le danno torto.

Al consigliere Marchetti ricordiamo che lo smantellamento del sistema di gestione dalla cosa pubblica da parte di quel settore limitato della società che il Partito Democratico rappresenta è anche nel suo interesse e dei cittadini che lo hanno votato, oltre che della gran parte dei cittadini di tutti i Comuni, non solo Imola.

Gruppo Consiliare M5Stelle Imola

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