I due veri vantaggi del MES di Bonaccini e Panieri.

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Nell’incontro organizzato il 9 settembre da il Nuovo Diario Messaggero abbiamo sentito chiaramente il candidato del CSX Panieri affermare che per la sanità nella nostra regione arriveranno dal MES ben 3 miliardi, ripetendo così il ritornello del MES buono e bello cantato ormai da mesi da tutti gli alti papaveri del PD, da Gualtieri a Gentiloni a Prodi fino all’intonatissimo presidente della regione Emilia Romagna Bonaccini.

Posto che questi soldi arriverebbero solo per azioni mirate contro il covid e nient’altro, il refrain intonato dal fanatici del MES per convincere gli scettici ad accettare questo prestito, perché di prestito si tratta, è che tale strumento ora non avrebbe più condizionalità stringenti e che sarebbe perfino “conveniente”.

Sul primo punto vogliamo ricordare a tutti i diversamente Marattin che i trattati che regolano questi interventi finanziari sono ancora gli stessi che hanno fatto scrivere all’UE una delle sue pagine più nere, cioè quella greca, dove con le parole dell’ex ministro Varoufakis “i rappresentanti dell’Unione hanno scelto il salvataggio delle banche francesi e tedesche piuttosto che la sopravvivenza economica greca”. Infatti il terzo comma dell’art. 136 del TFUE continua a ribadire che gli aiuti finanziari agli stati bisognosi possono essere concessi solo dietro ad una “rigorosa condizionalità”.

“Rigorosa condizionalità” è un’elegante espressione che tradotta in volgare significa che la sovranità delle nazioni “aiutate” non apparterrà più ai relativi cittadini ma finirà nelle mani di qualcun’altro, cosa che forse potrebbe creare qualche problema là dove gli articoli 1 delle rispettive Costituzioni recitano che “la sovranità appartiene al popolo”.

Se a questo si aggiunge poi che il MES può modificare a suo piacimento le condizioni del prestito in ogni momento, capite bene che stiamo parlando di una proposta come minimo indecente. Chi è quella persona sana di mente che sottoscriverebbe un mutuo dando alla banca la facoltà di cambiare le condizioni del prestito a sua totale discrezione?

Inoltre sempre ai diversamente Marattin è utile ricordare che i trattati europei si cambiano solo con il voto unanime degli stati aderenti, e non certamente con una letterina di un paio di commissari europei (Gentiloni e Dombrovskis) redatta in fretta e furia al solo scopo di sedare gli animi dell’opinione pubblica più informata.

Sul secondo punto, quello della pretesa convenienza, è utile ricordare che il MES adesso dichiara di essere in grado di prestare soldi allo 0,76%, cifra interessante ma certamente più alta del meno 0,44% fatto registrare ad agosto dai nostri BOT trimestrali.

Il fatto che il mercato non chieda nulla ma addirittura paghi lo Stato Italiano per parcheggiare nei suoi titoli a breve la sua liquidità, è la conseguenza di una banca centrale che fortunatamente sta facendo bene il suo lavoro, cioè sta stampando dal nulla vagonate di miliardi per evitare l’implosione dell’€urozona, o in altre parole, per tutelare i vantaggi di chi in questa zona si è più avvantaggiato nel corso di questi anni.

Visto che è ampiamente condiviso che tale situazione permanga a lungo, è ragionevole supporre che il rinnovo di questi titoli a tasso negativo sarà possibile per parecchio tempo, smantellando così anche la pretesa “convenienza” del prestito gentilmente erogato dal MES.

Se poi ci si volesse divertire a fare due calcoli, alle attuali condizioni prendere a prestito i 30 miliardi promessi dal MES all’Italia costerebbe ogni anno circa 360 milioni di €uro in più, che da un altro punto di vista potrebbero rappresentare un vero e proprio danno erariale da poter a contestare a tutti i fanatici di tale strumento.

Ma allora chi parla di convenienza del MES mente? No, perché due convenienze in effetti ci sono davvero, ma purtroppo non sono a vantaggio dei cittadini.

La prima convenienza è che vincolando le decisioni di finanza pubblica ad entità straniere il PD conta di imbrigliare l’azione di eventuali futuri governi qualora non fosse partecipe.

La seconda convenienza è che facendogli ingoiare il MES, il PD riuscirebbe a disgregare il M5S, che nel 2018 con un programma assolutamente contrario a quelle politiche d’austerità sposate dal PD di cui il MES è figlio, risultò essere di gran lunga la prima forza politica italiana.

In conclusione se si vuole sabotare l’alleanza di governo col M5S, tentare continuamente di raggirare il proprio alleato a spese sia degli italiani sia delle finanze pubbliche è certamente un buon modo per riuscirci, ma però bisogna essere coscienti che le conseguenze potrebbero anche essere molto diverse da quelle che ci si auspica.

M5S Imola


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