La befana leghista

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Negli scorsi anni alla Befana del Poliziotto organizzata dal SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) che si tiene all’Antoniano di Bologna partecipavano artisti come Andrea Mingardi o altri personaggi amati da tutta la popolazione.

All’ultima edizione invece si è presentato Matteo Salvini, prodigo nel distribuire doni e a farsi fotografare insieme ai bambini.

L’avvento del nuovo unto dal Signore, tale perchè a sorpresa recentemente ha confessato di parlare spesso con la madonna di Medjugojre, è stato salutato dalla freddezza dei Frati dell’Antoniano, da molti invitati che contestando la sua presenza si sono allontanati tra la delusione di figli e nipoti, nonchè da una manifestazione pacifista “per dire no a chi sparge odio e violenza strumentalizzando Bologna e i suoi luoghi della solidarietà per raccogliere voti”.

Dire che questa apparizione quasi mistica (almeno a giudicare dagli sguardi estasiati di alcuni astanti) è stata facilitata dall’ex segretario del SAP Tonelli per fare subdolamente campagna elettorale al suo “capitano” a ridosso delle elezioni regionali forse sarebbe un errore (Tonelli che nel frattempo è diventato un senatore della Lega), come forse sarebbe un errore dire che il SAP è diventato un sindacato leghista, ma la coincidenza non è soltanto questa…

Potrebbe infatti risultare altrettanto casuale la partecipazione alla befana del candidato Carapia, evidentemente premiato con un posto in lista regionale per avere contribuito a far commissariare il nostro Comune, e della sua compagna Manuela Sangiorgi, fulminata (anche lei misticamente) dalla fede sulla via di Pontida, che non risultano essere né poliziotti, né avere figli in età da befana.

Di sicuro queste curiose coincidenze fanno pensare, e ricordano molto quei sindacati, tanto criticati dalla Lega, in cui i dirigenti passano allegramente dalla poltrona della CGIL a quella del PD, e in cui l’interesse del sindacato a difesa dei lavoratori viene sacrificato all’ambizione politica di qualche dirigente.

Un film già visto, ma questa volta il film, se possibile, è ancora peggiore, perchè tinto di nero.

Il MoVimento 5 Stelle è altro, e ciò che è accaduto negli ultimi mesi lo dimostra ampiamente: chi entra nel MoVimento pensando di fare i propri affari ne esce sempre miseramente. Sempre.
Forse un po’ più ricco economicamente, ma sicuramente con una povertà morale che si porterà dietro a vita per aver tradito tutti i cittadini che hanno creduto nel progetto di un Paese migliore.

Siamo l’ultimo baluardo per riportare una cultura politica degna di tale nome in Italia e in Emilia Romagna.

Il 26 gennaio date fiducia al MoVimento. A Simone Benini, a Marco Campanini, a Daniele Baraccani, a Silvia Zauli, a Michele Cattani e agli altri nostri candidati nelle altre circoscrizioni. Saremo le vostre sentinelle in Regione!

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