LA SCUOLA PUBBLICA FA ACQUA.

Ecco, anche noi ricadiamo nel solito luogo comune, quindi siamo come gli altri e aggiungiamo un pensiero populista a pensieri di altri che populisti lo sono da ben più lunga data e a volte pure per statuto, visto che poi popolo è in fin dei conti la traduzione dal greco di “demos”. A noi qualunquisti, questa pare essere la radice italiana di Demo-cratico, se non andiamo errati la seconda parte del logo di un partito che di democratico pare abbia solo l’insegna fuori dalla porta.

E così la scuola pubblica fa acqua e purtroppo non è solo metaforicamente parlando.

Le scuole Orsini, le nuove scuole medie costruite nel quartiere Pedagna, sembrano più un colapasta che un posto per far crescere i bambini. A meno che la nostra illuminata ( da Hera??) amministrazione non pensi che per farli crescere si debba annaffiarli.

Tetti che perdono, acqua che gonfia i cartongessi e i soffitti, bidelli che hanno finito i secchi e sembrano più Will Coyote all’inutile caccia di Bip-bip che assistenti scolastici. Impianti elettrici e fotovoltaici a rischio e che saltando potrebbero friggerci le generazioni future. Così non abbiamo più il problema di trovare loro lavoro. Ma come? Se è una scuola appena finita, nuovissima e super tecnologica? Come fanno i tetti a perdere di già? Per maggiori informazioni chiedere alla CESI e già che ci siede chiedete anche se hanno usato gli stessi materiali dei box dell’autodromo, ma fate presto che ci stanno (sempre loro) costruendo sopra un museo e poi chi l’ha visto l’ha visto.

Anche se grammaticalmente scorretto, a noi M5S ci piacerebbe sapere ( o alla Totò:nu vulevon savuar) :

a) se le cose sono state fatte a regola d’arte e chi le ha controllate?

b) se la CESI non ha operato al meglio il punto di cui sopra, visto che abbiamo dieci anni di tempo, perché non chiediamo i danni o quantomeno di rifarlo a gratis?

c) perché, se gratis è una parola tabù per la nostra simpatica e democratica amministrazione, non gira su questa scuola i fondi che destina annualmente e pioggia sulla scuola privata imolese?

Ma la cosa che anche ci piacerebbe, sarebbe rivedere ora le facce degli esperti svedesi invitati al tempo, all’inaugurazione di questo gioiello della scienza e della tecnica, probabilmente solo quella di sperperare i soldi del cittadino.

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