L’unica vera emergenza della chiusura della discarica Tre Monti

Secondo l’assessore in Regione Paola Gazzolo: “Gli inceneritori di Granarolo e Forlì sono perfettamente in grado di garantire lo smaltimento dei rifiuti urbani nonostante la chiusura temporanea della discarica dei Tre Monti”.
Chiediamo quindi all’assessore: per quale motivo allora il 21 dicembre 2016 la Regione approvò il piano di sopraelevazione giustificandolo con una presunta emergenza nella gestione dei rifiuti.
Quella decisione è ora stata bocciata dalla magistratura, in quanto contraria alle leggi vigenti, nazionali e comunitarie. Ed è questa la seconda sentenza che condanna il progetto di ampliamento della discarica di Imola e Riolo.
Il comune di Imola e la Giunta regionale hanno quindi agito in costante spregio delle leggi, senza alcuna giustificazione di ordine pratico. Perché?
La risposta è di una semplicità disarmante, e la diede lo stesso assessore imolese Tronconi nel corso della presentazione del piano di ampliamento tenutasi alla sala briefing dell’autodromo nell’ottobre del 2015. A chi gli aveva fatto notare che il progetto di ampliamento non faceva parte dell’originale piano regionale dei rifiuti, e che vi era stato incluso solo in un secondo momento su insistenza reiterata dell’amministrazione imolese, Tronconi dovette ammettere che quell’insistenza e la formulazione del progetto di ampliamento avevano un solo scopo: fare soldi.
Quindi non c’è nessuna emergenza, non c’è nessun problema su “dove mettiamo i rifiuti di Imola, Faenza e comprensorio”.
L’unica emergenza ce l’avrà solo Hera, che non potrà più lucrare sui rifiuti, non urbani e non di Imola, ma industriali e provenienti da tutta Italia, coi quali pensava di riempire i calanchi tra Imola e Riolo Terme.


Movimento 5 Stelle Imola.

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