NON BISOGNA AVER PAURA DEL COMMISSARIO MA DEL PD

Non bisogna aver paura del commissario che arriverà quando da qui a poco il sindaco Manca annuncerà le sue dimissioni per volare a Roma, e i motivi sono tanti.

1) Un commissario non può raddoppiare la discarica di Pediano senza averlo prima scritto in un programma, cosa che invece il PD ha fatto seguendo la dottrina linguerriana del “chi vince poi fa quello che gli pare”.
2) Un commissario non può promettere in campagna elettorale di tutelare l’autonomia della nostra azienda sanitaria per poi non fare un beneamato nulla quando questa viene assorbita da Bologna facendo registrare nel frattempo un numero di letti a disposizione degli imolesi da terzo mondo o quasi, pari al 2,58 per mille quando l’obiettivo ministeriale è 3,7.
3) Un commissario non può nominare il figlio del promotore di una lista chi gli ha permesso di vincere le elezioni a capo del CONAMI (e di conseguenza automaticamente farlo diventare amminnistratore di HERA), e tantomeno nominare amministratore di una sua società partecipata (Beni Comuni) una persona che anche l’ANAC ha ritenuto “non conferibile.”.
4) Un commissario non può realizzare un piano acustico che il TAR ha bollato come “radicalmente illegittimo”, cosa invece accaduta a questa amministrazione di presunti professionisti.
5) Un commissario non può promettere il consumo zero di territorio per poi tentare di cementificare un pezzo di parco pubblico (come è quasi successo in quello di via Kolbe) piuttosto che far di tutto per cementificare via Roncaglie con un progetto poi bocciato perfino dalla città metropolitana.
6) Un commissario non può mettere nel suo programma lo sviluppo del teleriscaldamento senza dire nemmeno una parola sul contenimento delle sue tariffe, cosa che come minimo sembrerebbe un favore ad un operatore privato quantomeno equivoco.
7) Un commissario non può rinviare per anni una gara per la raccolta di rifiuti cosa che di nuovo l’ANAC considera un “improprio vantaggio” per gestore. e quindi, aggiungiamo noi, un improprio svantaggio per qualcun’altro, che identificare nei cittadini e nelle aziende imolesi non sembra così sbagliato.
8) Un commissario non negherebbe per tre anni un problema legato alla microcriminalità per poi poi metterlo tra le sue linee di mandato solo negli ultimi due, autocertificando così la sua inguaribile miopia.

Per questi motivi diciamo che è giusto non aver paura del commissario ma è giustissimo aver paura del PD, un partito che per ravvivare il centro storico rivendica sempre come merito formidabile l’apertura in un locale di sua proprietà di un nuovo esercizio pubblico, salvo poi dimenticarsi di aggiungere che altri tre, che erano sempre suoi affittuari, accidentalmente nel frattempo hanno finito col chiudere i battenti.

M5S Imola

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