Programma Regionale 2010

Il Programma dei cittadini per un’Emilia-Romagna a 5 stelle

L’Emilia-Romagna è una regione straordinaria da tanti punti di vista e merita di essere protetta e valorizzata.

La casta dei politici ci sta rovinando, ci sottrae i frutti del nostro lavoro e della nostra creatività…

Per questo stiamo costruendo una rete di cittadini, associazioni, liste civiche. Tutti insieme vogliamo definire e lavorare insieme a questo programma, che dovrà concretizzare un nuovo modello di società.

Suggerimenti, proposte e critiche sono ciò che ci aspettiamo e che vogliamo raccogliere. Grazie a questo portale voi che siete ingegneri, chimici, ricercatori, semplici cittadini potrete portare la vostra creatività e la vostra esperienza quotidiana e diretta.

Questa è “l’intelligenza collettiva”, sempre in movimento e mai dogmatica, con la quale noi “grillini” vogliamo costantemente confrontarci.

Il programma sotto riportato è aggiornato al 15 Gennaio 2010.

Energia

Efficiente, Rinnovabile, NON Nucleare

La politica energetica dell’Emilia-Romagna a 5 Stelle incentiva la ristrutturazione energetica degli edifici e delle aziende sul modello delle Energy Service Company.

Decine di migliaia di nuovi posti di lavoro possono nascere grazie al risparmio economico, al recupero dell’efficienza energetica e all’introduzione della micro-cogenerazione. I primi a dare l’esempio dovranno essere gli edifici pubblici, con l’obiettivo di ridurre di almeno il 50% in 10 anni i consumi, con un conseguente risparmio nelle tasche dei cittadini e delle imprese. Così si renderanno inutili, mostri come le centrali nucleari e gli inceneritori, che non reggono senza l’aiuto di contributi pubblici, ma anche gli ingombranti rigassificatori, che servono più a trasformarci in una piattaforma di cemento per il resto dell’Europa che a garantirci la diversificazione energetica. Le fonti rinnovabili possono rendere verde quel che rimane: geotermico, fotovoltaico, eolico, micro eolico per la montagna, eolico offshore per la costa, mini idroelettrico in punti prestabiliti solo laddove non impatta con i torrenti, biomasse dagli scarti agricoli esclusivamente a filiera corta, zootecnici e dell’industria alimentare locale, con limitato ricorso alle colture energetiche solo se autoprodotte marginalmente all’attività dell’azienda agricola o del consorzio. L’Emilia-Romagna e le regioni confinanti saranno con noi denuclearizzate.

Progetti sperimentali per riconversione in impianti micro-eolici dei pali delle vecchie seggiovie dismesse in alto Appennino. Progetti sperimentali di produzione di energia da moto ondoso sulla costa.

Territorio

Fermiamone il consumo indiscriminato.

Una legge regionale per fermare la cementificazione del territorio, che punti a ristrutturare tutto il patrimonio esistente secondo i criteri del risparmio energetico/idrico (creando nuovi posti di lavoro e puntando su una edilizia qualificata) e ad assicurare un’abitazione a tutti, utilizzando le decine di migliaia di appartamenti sfitti e invenduti. Le volumetrie aggiuntive possono essere realizzate solo in verticale.

Le ristrutturazioni portano a realizzare edifici in classe energetica A, passivi o a bilancio energetico positivo (case ed edifici che producono più energia di quanta ne consumano).

La nuova Regione costa meno nel suo mantenimento:

strade, servizi sociali, messa a regime delle acque, il cemento che avanza è un debito col futuro che non potremo più saldare se non adottiamo la strategia “Stop al consumo di Territorio”.

La nuova Regione favorisce città e paesi dove una bici è più che sufficiente per spostarsi, fermando la macchia d’olio che costringe milioni di emiliano-romagnoli dentro scatole di metallo, per ore, tutti i giorni. I diritti acquisiti con la previgente pianificazione sussistono solo se le procedure sono già alla fase attuativa, in ogni caso gli oneri di urbanizzazione incassati dai Comuni possono essere destinati solo per investimenti sul trasporto pubblico in sedi stradali e ferrate esistenti o in nuove sedi a basso impatto ambientale, come ad esempio i filobus.

La nuova Regione pone limiti definitivi al territorio che può essere occupato dal cemento e dall’asfalto attraverso una modifica dello Statuto regionale e di tutti gli Statuti comunali. La nuova Regione pone così un freno allo spopolamento delle montagne che diventeranno un centro di interesse forzato per tutta l’economia e per tutta la società.

La montagna sarà meglio servita dal trasporto pubblico, sarà centro di investimenti che non potranno più essere fatti altrove, sarà luogo di lavoro leggero e sostenibile grazie alla diffusione della banda larghissima e delle nuove reti tecnologiche.

Rifiuti Zero

Meno Produzione, Riciclo e Riuso.

Il piano Rifiuti Zero Emilia-Romagna 2020 si ispira a quello della California, di San Francisco, di San Josè, Capitale della Silycon Valley, con la chiusura graduale in 15 anni di tutti gli 8 inceneritori e delle discariche. In questi primi 5 anni adotteremo il piano europeo “meno 100 kg di Rifiuti a testa”, con incentivi per l’estensione della raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (più ricicli meno paghi) e del compostaggio domestico (-30 kg a testa di rifiuti all’anno) in tutti i Comuni che ne sono sprovvisti, raggiungendo come primo passo il 70% di raccolta differenziata al 2015 come nelle Fiandre (Belgio). L’adozione del porta a porta crea da 2 a 3 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti su tutta la filiera (dati Conai), per cui la nuova economia dei materiali porterà 5 mila posti di lavoro in tutta la Regione. La nuova economia dei materiali porterà alla realizzazione di impianti di compostaggio a ciclo anaerobico per la produzione di biogas, di trattamento meccanico biologico, di centri recupero e riciclo rifiuti sul modello di “Vedelago” (Treviso) dove si riciclano il 95% dei materiali. Tutti i residui non riciclabili dovranno essere trattati tramite sistemi di trattamento meccanico biologico che ne riducono la massa del 30%.

In questo modo entro il 2015 con la fase 1, si potranno chiudere gli inceneritori di Reggio Emilia, Ferrara, Forlì, non raddoppiare quello di Modena e Bologna e non realizzare nuovi inceneritori a Reggio Emilia e Parma. Verranno chiuse anche 8 discariche. La Regione si batterà perché venga approvata una norma nazionale per dissociare la fase di raccolta dalla fase di smaltimento: chi raccoglie rifiuti non può essere lo stesso che li smaltisce. Per i rifiuti industriali adotteremo sistemi d’intercettazione e raccolta come in Provincia di Reggio Emilia. I flussi industriali e urbani di rifiuti raccolti e riciclati-smaltiti dovranno però essere chiaramente indicati. Avviare un accordo regionale sul “vuoto a rendere”. Tutte le aziende che chiederanno autorizzazioni allo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi o le grandi aziende che chiederanno l’Autorizzazione Integrata Ambientale, dovranno aderire ad un programma di eco-design dei processi produttivi per ridurre alla fonte la produzione di scorie tossico nocive e rifiuti. Creazione di un centro studi dei materiali “residui non riciclabili” in collaborazione con Università e Aziende affinchè nei processi produttivi venga sostituito materiale non riciclabile e compostabile con materiale esclusivamente riutilizzabile, riciclabile, compostabile. Piani di riconversione industriale delle aziende di packaging in aziende del riciclo per preservare i posti di lavoro.

Eco-tassa su smaltimento: La Regione tassa lo smaltimento in discarica e incenerimento anche con cosiddetto “recupero energetico” in quanto inquinante, per favorire compostaggio, riciclo, riutilizzo e riduzione dei rifiuti.

Salute

Prevenzione e sani stili di vita.

Oggi la Sanità è sottomessa agli interessi e ai profitti economici e industriali.

L’Emilia-Romagna a 5 Stelle mette invece la salute e il benessere dei cittadini al primo posto. Per ottenere questo risultato è necessario fermare il consumismo sanitario di farmaci, esami diagnostici e interventi medici, spesso inutili e pericolosi. Il marketing farmaceutico e sanitario spinge verso la medicalizzazione di ogni fase della vita, con interventi e somministrazioni che indeboliscono gradualmente l’organismo umano. La prevenzione primaria risulta molto più efficace, sicura ed economica della medicina curativa, e si può ottenere attraverso campagne educative e formative nelle scuole, informando e promuovendo stili di vita salutari, e riducendo ed eliminando i principali fattori di rischio.

L’inquinamento e l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua, dei terreni e degli alimenti, insieme ai danni provocati dalla medicina e dai farmaci, e insieme allo stress e le tensioni della vita, sono le principali cause di malattia. Gli esami dell’aria e dell’acqua pubblica devono essere frequenti e resi pubblici. Una buona qualità dell’aria e dell’acqua con controlli Asl frequenti è fondamentale per la salute e anche per l’ambiente.

VIS (Valutazione di impatto sulla salute). Va resa obbligatoria l’effettuazione di accurate ricerche epidemiologiche indipendenti, per valutare la sicurezza per la salute di tutti i grandi impianti: fabbriche e impianti privati e pubblici, a partire da inceneritori, centrali a carbone, raffinerie e poi tutti i tipi industrie e di attività di grandi dimensioni.

Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi, causati dalle decisioni politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori) e delle imprese.

Insegnamento di stili di vita sani e naturali in ogni ordine di scuola, a partire dall’alimentazione biologica e dalla riduzione dei consumi di cibo animale, che sono all’origine delle malattie più gravi e frequenti. Prevenzione dell’obesità e della depressione favorendo il regolare esercizio fisico e la vita all’aria aperta, l’andare a scuola a piedi o in bici, escursioni, orti scolastici.

Formazione all’auto cura con rimedi e terapie dolci per i piccoli disturbi più comuni.

Riduzione della produzione, consumo e smaltimento dei rifiuti farmaceutici, tra i più tossici e velenosi dei rifiuti. Riconoscimento della libertà di scelta terapeutica e rimborso delle medicine complementari come l’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura e la medicina manuale. Aprire reparti di medicine complementari nelle Ausl e negli ospedali secondo il modello avviato in Toscana. Riconoscimento e realizzazione di ambulatori per l’utilizzo tramite il servizio sanitario delle discipline bionaturali e psicosomatiche come naturopatia, osteopatia, craniosacrale, riflessologia, shiatsu, yoga, … sempre secondo il modello avviato dalla Regione Toscana. Favorire la prevenzione primaria e l’utilizzo delle medicine complementari e delle discipline bionaturali in tutte le strutture sanitarie e in particolare nelle case di riposo.

Incentivare gravidanza e parto naturali e allattamento al seno che assicurano grandi vantaggi e protezioni al neonato. Forte riduzione degli esami inutili e pericolosi in gravidanza, incentivi al parto in casa e all’allattamento al seno secondo il modello dell’Europa del Nord che riduce drasticamente le malattie per la mamma e il neonato.

Riconoscimento della libertà di vaccinazione e controllo costante dei danni da vaccino, secondo le direttive europee e l’esperienza della Regione Veneto.

Mense pubbliche e private biologiche e a chilometro zero in particolare per i bambini e gli anziani, in scuole / asili / ospedali / ricoveri / enti pubblici e aziende, sono importanti come prevenzione primaria. Riducono i costi pubblici di gestione della salute a valle, agendo sull’origine di molti disturbi (allergie, eczemi, iperattività, infiammazioni, diabete ecc…).

Forti incentivi all’agricoltura e all’allevamento biologico per ridurre l’avvelenamento progressivo dell’acqua, dei terreni e degli alimenti.

Kilometri Zero

Risparmio e qualità, in campagna e sulla tavola.

Promuoveremo i prodotti emiliano-romagnoli e l’agricoltura locale soprattutto di produzioni eco compatibili. Una Regione “No Ogm”, partendo dal Parmigiano-Reggiano. Per la tutela dei prodotti chiusura graduale e non realizzazione di impianti inquinanti e insalubri di prima classe nelle zone di produzione di prodotti tipici (es. inceneritori o centrali termoelettriche nelle zone di produzione del Parmigiano-Reggiano o vicino ad aziende alimentari). Incentiveremo la nascita di mercatini agricoli “Km Zero” in ogni Comune per dare respiro alle piccole e medie aziende agricole emiliano-romagnole e per garantire risparmi e qualità alle famiglie. Firmeremo un Accordo quadro con incentivi per installare in ogni Comune i distributori automatici di latte crudo alla spina con annesso sistema di distribuzione di bottiglie di vetro riutilizzabili. Avviare un progetto regionale in collaborazione con i Comuni affinchè le scuole primarie e secondarie nelle città e nei paesi si dotino di un orto urbano in campo o in serra.

Acqua

Un bene di tutti.

Il governo dei partiti ha distrutto ogni capacità di gestire l’acqua nella nostra Regione. Il paesaggio dei canali, di Bologna che viveva sull’acqua, si è trasformato in una distesa di canali intubati, inquinati, maleodoranti con lobbies di ogni tipo che speculano e sono pronte alla privatizzazione. Per noi l’acqua è un bene pubblico, come tale deve essere gestita dalla collettività stessa.

La Regione si pone come garante della proprietà pubblica non solo delle reti idriche ma anche della gestione del servizio idrico sul proprio territorio. I primi e massicci investimenti saranno per il risparmio idrico in tutte le forme. Il 50 % dell’acqua nella regione si perde nelle tubature prima di arrivare alle utenze, con costi contenuti si possono risparmiare milioni di metri cubi ogni anno. Verranno stabiliti parametri ottimali per le industrie a seconda del tipo di produzione con un obiettivo di riduzione del 10% medio in 5 anni. Si prevederanno massicci contributi alle famiglie e ai servizi pubblici per l’installazione di riduttori di flusso, per la sostituzione degli scarichi dei servizi igienici datati con nuovi dotati di miscelatori aria acqua e doppio pulsante e riciclo acqua piovana. Nelle proprie case si può risparmiare dal 50 al 70% dell’acqua. Diremo NO a qualsiasi megalomania industriale che ruba acqua alla montagna per coprire i buchi delle città. La nostra agricoltura dovrà fare la sua parte: oggi è una delle peggiori a livello europeo per lo spreco d’acqua, bisognerà favorire le produzioni a basso impatto con irrigazione a risparmio (goccia a goccia ed altri metodi).

Incentivare l’utilizzo dell’acqua del rubinetto a livello privato e nei luoghi pubblici ed istituzioni e mense.

Legalità e Sicurezza

Fuori le mafie dallo Stato

Il governo dei partiti ci ha trasformati nella Gomorra del nord. Noi diciamo NO a questo scempio che ha ridotto l’Emilia-Romagna in una colossale lavatrice di denaro sporco, in cui non passa giorno senza casi di infiltrazioni mafiose nella nostra economia. Il primo passo è rendere gli appalti pubblici ostili alle infiltrazioni delle aziende mafiose attraverso una totale trasparenza, da realizzare attraverso osservatori pubblici con tutte le informazioni necessarie online: appalti, sub appalti, visure camerali, certificati antimafia.

La partecipazione dei cittadini, dei sindacati e delle associazioni di categoria verrà favorita allo scopo di prevenire qualsiasi attribuzione di appalti pubblici fuori controllo. Ogni scuola sarà coinvolta in programmi di prevenzione che raccontino l’attualità della mafia nella nostra regione e le storie di sfruttamento e di degrado ad essa legate. La Regione promuove il censimento degli appartamenti e capannoni sfitti in tutto il territorio per prevenire l’insediarsi di basi logistiche della criminalità organizzata e non.

No Casta

Stop alla casta ed ai suoi sprechi.

La nostra Regione adotta la riforma delle nomine proposta da liberi cittadini del blog riformanomine.wordpress.com/la-legge. Una proposta seria per la moltitudine di incarichi pagati profumatamente che la Regione distribuisce: criteri di competenza, professionalità, esperienza, onorabilità, avvicendamento e non cumulabilità degli incarichi; i candidati non devono essere stati condannati; se la sentenza avviene dopo la nomina, decade immediatamente l’incarico. Coloro che ricoprono cariche dirigenziali nelle partecipate della Regione (esempio settore sanitario) devono essere laureati e occorre abbiano esercitato, per almeno cinque anni, in ruolo dirigenziale e di responsabilità, peraltro con comprovati risultati positivi; i candidati non devono trovarsi in conflitto di interessi; si prevede una Autorità formata da tre membri, con compiti di sorveglianza sulle nomine al servizio anche degli enti sottoordinati (Province e Comuni); chiunque in possesso dei requisiti può candidarsi. I curriculum e i proponenti dei candidati sono pubblicati su un apposito sito web dove i cittadini potranno intervenire prima delle nomine. Prevista la pubblicazione dell’albo delle nomine su un apposito sito web e sul Bollettino Ufficiale, completo del curriculum vitae di tipo europeo dei nominati, il tipo di incarico, la durata, il compenso percepito.

Mobilità

Muoversi meglio e il meno possibile.

Far viaggiare le idee e il lavoro attraverso la rete: questa la scommessa per limitare gli spostamenti dei nostri cittadini. L’attuale progetto Lepida della Regione costituisce un progetto da potenziare come asse strategico e da finanziare con altri capitali relative ad opere pubbliche spesso inutili. La Regione promuove le strutture aziendali ed interaziendali per le teleconferenze a larghissima banda, le piattaforme open source e gratuite per la comunicazione a distanza e gli internet cafè professionali per lo svolgimento in mobilità delle attività lavorative. Ogni Comune dovrà essere dotato, in accordo con i gestori di telefonia fissa, di una mappa pubblica della copertura e della qualità della banda larga.

Assicurazione furti bici – bike sharing – La nostra Regione contribuisce al 50% alle assicurazioni contro i furti di biciclette che Comuni ed altri Enti locali istituiscono a favore dei cittadini.

Presso ogni stazione ferroviaria dei Comuni principali vanno installati sistemi di bike-sharing (modello Reggio Emilia). La Regione promuoverà un progetto regionale in tal senso con tessera Comune valida su tutto il territorio. Quartieri senz’auto – La nostra Regione contribuisce con 30 euro a metro quadro per la realizzazione di quartieri senza auto laddove ci siano già progetti in fase attuativa per complessi residenziali o commerciali/direzionali.

Camion -50%: promuovere la logistica efficiente di breve raggio, attorno e dentro le città, dove la metà dei camion oggi viaggiano vuoti, attraverso appositi accordi con le Associazioni di categoria e sfruttando piattaforme informatiche open source. Il modello è il progetto “Eco Logitics” adottato a Parma. Metropolitane di superficie: le linee ferroviarie esistenti dovranno finalmente dotarsi della mobilità di bacino che colleghi le città emiliano-romagnole, integrandosi col trasporto regionale esistente, con corse ogni 15 minuti: gli assi fondamentali delle linee metropolitane sono Piacenza-Bologna, Bologna-Forlì, Forlì-Pesaro, Rimini-Cesenatico, Bologna-Ferrara, Bologna-Ravenna, oltre alle linee verso i centri minori della Bassa e della pedecollina. In questo modo si risolveranno i problemi dei pendolari.

La Regione disincentiva tutti i progetti di metropolitane a tunnel (ad esclusione di brevi tratti necessari al superamento di ostacoli in aree densamente abitate) e favorisce i sistemi leggeri tipo filobus o a guida mista.

Car Pooling – La Regione promuove sull’esempio del Rheno Westfalia un portale dove i cittadini possono iscriversi e condividere i propri percorsi casa-lavoro-casa o altri tragitti diminuendo così il numero di auto in circolazione. Incentivare progetti di portali Comunali di Car Pooling come quelli promossi dal Comune di Reggio Emilia per i dipendenti di aziende pubbliche e le scuole. Progetto Bici-Bus: incentivi a tutti i Comuni che promuovono progetti come il “bici-bus” di Reggio Emilia per gli spostamenti guidati in bicicletta degli scolari.

Democrazia Internet

Condivisione delle decisioni.

Incentivare in tutte le amministrazioni locali l’utilizzo di software libero open-source. Attivare strumenti di democrazia partecipativa al fine di coinvolgere tutti i cittadini nelle scelte delle regioni attraverso le nuove tecnologie: sito web della regione, VoIP e altro. Estensione della banda larga e banda larghissima a tutto il territorio regionale, attraverso la rete via cavo e, ove non possibile o difficoltoso, attraverso tecnologia Wi-Fi o WiMax. Collegamento a internet a banda larga gratuito per le famiglie meno abbienti. Sedute del Consiglio Regionale e sue Commissioni in diretta web per avvicinare Regione a cittadini. Le proposte della Giunta Regionale sul “modello Obama” nella fase tra la trattazione in commissione ed aula, vengono pubblicate anche sul portale della Regione per la libera discussione con i cittadini che possono criticare o implementare con proposte, che possono essere colte dai legislatori regionali.

Istruzione

Condivisione del sapere.

Avvio di un progetto regionale per recuperare materiale informatico dismesso da enti, aziende, privati, rigenerarlo e donarlo alle scuole della Regione per aggiornare i propri laboratori informatici, sulla base di quanto fatto da alcune associazioni del territorio, quali Grilli Reggiani, ReLUG a Reggio Emilia o enti come il Comune di Modena. Collegare tutte le scuole della regione tra loro con la banda larga, al fine di incentivare lo scambio di esperienze educative.

Progetto e-book. Iniziare un percorso per adottare nelle scuole dell’Emilia-Romagna testi elettronici (dematerializzazione).

1 comment for “Programma Regionale 2010

  1. Francesca
    20 marzo 2013 at 14:56

    Riguardo alla democrazia internet vorrei sapere se avete per caso in mente qualcosa per la frazione di Zello, ad appena 3 km dal centro ma ancora sprovvista di adsl ( le altre tecnologie hiperlan, wimax etc hanno costi ancora troppo alti e le prestazioni non sono paragonabili…).
    Grazie mille

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